Prezzo da amatore, anima da professionista
Si fa presto a parlare di strumenti entry-level. Spesso associamo questa definizione a chitarre economiche, pensate principalmente per chi muove i primi passi. Eppure, ogni tanto capita di imbattersi in uno strumento capace di mettere in discussione questa distinzione.
È il caso della Harley Benton CLO-65SE, una chitarra acustica elettrificata dal prezzo particolarmente contenuto che, dopo averla suonata e ascoltata attentamente, mi ha riservato più di una sorpresa. A soli 159 euro, almeno al prezzo preso come riferimento per questa prova, offre caratteristiche e prestazioni che meritano un approfondimento. Vediamo perché.
Estetica e prime impressioni
Il primo incontro con la CLO-65SE è decisamente positivo. La chitarra restituisce immediatamente una piacevole sensazione di naturalezza: è comoda da imbracciare, ben equilibrata e particolarmente gradevole al tatto. La finitura satinata contribuisce non poco a questa impressione, conferendole un aspetto sobrio ma elegante, con un carattere quasi sportivo. Non cerca di stupire attraverso dettagli appariscenti. La sua forza sta piuttosto nella semplicità e nella sensazione di avere tra le mani uno strumento costruito con criterio.
Manico e suonabilità
Uno degli aspetti che mi hanno maggiormente colpito è il manico. Comodo, scorrevole e naturale sotto le dita, permette di affrontare senza difficoltà passaggi melodici, accordi e fraseggi più articolati. La CLO-65SE si presta particolarmente bene al fingerstyle e al fingerpicking, ma risponde altrettanto positivamente all’utilizzo del plettro e allo strumming. Anche il lavoro sui tasti merita una menzione: sull’esemplare provato non ho riscontrato irregolarità significative e l’action risulta confortevole lungo tutta la tastiera. Una suonabilità che, considerando la fascia di prezzo, rappresenta già un risultato notevole.
Galleria fotografica
Una selezione di immagini ravvicinate della Harley Benton CLO-65SE, con particolare attenzione alla finitura, al manico, alla tastiera e ai dettagli costruttivi.
- Vista frontale della Harley Benton CLO-65SE nella finitura Slate Blue Satin.
- Vista posteriore completa della Harley Benton CLO-65SE Slate Blue Satin.
- Dettaglio del ponte in Pau Ferro con selletta in osso.
- Dettaglio della tastiera in Pau Ferro e dei tasti in nichel.
- Il sistema HB-03 con equalizzazione e accordatore integrato.
- Dettaglio posteriore delle meccaniche aperte cromate con rapporto 18:1.
- Dettaglio del corpo Orchestra e del top in abete rosso massello.
- Venatura del fondo in mogano e dettaglio dell’attacco del manico.
Il suono: definizione, carattere e confronto con strumenti di fascia alta
Acusticamente, la CLO-65SE presenta un carattere piuttosto riconoscibile. Il suono è definito, immediato e reattivo, con una buona presenza delle frequenze medie e medio-alte. La gamma bassa è più contenuta, ma questo contribuisce a restituire una risposta piuttosto chiara, nella quale le singole note mantengono una buona intelligibilità.
Volendo azzardare un confronto decisamente impegnativo, prendiamo come riferimento una Taylor 810ce, strumento appartenente a una categoria costruttiva ed economica completamente diversa. Naturalmente, la Harley Benton non possiede la stessa profondità, la rotondità delle frequenze basse e alte e la complessità armonica della Taylor. Sarebbe irragionevole aspettarselo. Eppure, ciò che sorprende è quanto la CLO-65SE riesca a essere convincente nella propria identità sonora, senza dare continuamente la sensazione di dover compensare qualche mancanza.
Le corde: un dettaglio che può cambiare tutto
Qui entra in gioco un aspetto che considero fondamentale e che spesso viene sottovalutato: la qualità delle corde. Mi piace fare un paragone con il mondo automobilistico. Possiamo guidare una Volkswagen o una Mercedes, ma montando pneumatici di qualità mediocre finiremo inevitabilmente per compromettere parte delle prestazioni di entrambe. Gli pneumatici rappresentano il punto di contatto tra automobile e asfalto; sulla chitarra, le corde svolgono un ruolo altrettanto determinante nella trasmissione delle vibrazioni. Le corde montate di serie sulla CLO-65SE, almeno sull’esemplare che ho provato, non mi sono sembrate capaci di valorizzare pienamente le potenzialità dello strumento. Sostituirle con un set di qualità superiore può fare una differenza sorprendente, migliorando la ricchezza armonica, la risposta dinamica e la sensazione generale sotto le dita. È uno dei primi interventi che consiglierei a chi decidesse di acquistarla. Nei consigli finali troverete anche qualche suggerimento sui modelli che ritengo maggiormente indicati.
Una chitarra che ti arriva in faccia
Se dovessi descrivere il carattere della CLO-65SE con poche parole, direi che è una chitarra diretta, spontanea, che ti arriva in faccia. Non è uno strumento che cerca di impressionare attraverso una timbrica particolarmente elaborata. Piuttosto, restituisce ciò che le viene chiesto con immediatezza e personalità. La trovo particolarmente adatta al folk, al country e in generale al mondo della chitarra fingerstyle, ma la sua versatilità permette di utilizzarla in molti altri contesti. Ed è proprio quando la si ascolta dall’esterno che arriva, a mio avviso, la sorpresa più grande.
Il comportamento davanti a un microfono
Una chitarra può essere piacevolissima da suonare e non risultare altrettanto convincente quando viene registrata. Con la CLO-65SE mi è capitato di sperimentare quasi il contrario: il suo carattere emerge con particolare efficacia quando viene microfonata. La definizione delle medie frequenze e la risposta immediata la rendono interessante soprattutto nei contesti in cui è necessario ottenere un suono presente e ben distinguibile. In registrazione può restituire risultati che, al solo ascolto, difficilmente farebbero pensare a uno strumento di questa fascia di prezzo. Non significa che possa sostituire in tutto e per tutto una chitarra professionale da diverse migliaia di euro. Significa, piuttosto, che in determinate applicazioni musicali il divario economico può risultare molto meno evidente di quanto ci si aspetterebbe. Ed è questo, probabilmente, il suo pregio più sorprendente.
Harley Benton CLO-65SE: i video test
In questa sezione ho raccolto i video dedicati alla CLO-65SE, con prove sonore e dimostrazioni che permettono di apprezzarne la risposta in differenti contesti, dal fingerpicking al classico strumming pop.
Elettronica e meccaniche
La CLO-65SE dispone anche di un sistema di amplificazione integrato con preamplificatore e accordatore, l’HB-03. Non siamo di fronte a un’elettronica particolarmente raffinata, ma il sistema svolge dignitosamente il proprio lavoro e permette di utilizzare la chitarra anche in situazioni dal vivo senza particolari complicazioni. Naturalmente, un sistema come il Fishman Presys II, montato ad esempio sulla Harley Benton Custom Line CLJ-412E, rappresenta una soluzione di preamplificazione più evoluta.
Ottime impressioni anche dalle meccaniche, che sull’esemplare provato si sono dimostrate precise e affidabili nella tenuta dell’accordatura.
Pregi e limiti della Harley Benton CLO-65SE
| Punti di forza | Limiti |
|---|---|
| Suonabilità eccellente per il prezzo | Gamma bassa poco profonda |
| Ottima risposta microfonata | Elettronica essenziale |
| Manico comodo e finitura piacevole | Corde di serie migliorabili |
| Rapporto qualità-prezzo sorprendente | Minore complessità armonica rispetto a strumenti di fascia alta |
Conclusioni: vale davvero la pena?
La Harley Benton CLO-65SE è una di quelle chitarre che ricordano quanto il prezzo di acquisto non racconti necessariamente tutta la storia di uno strumento. È comoda, piacevole da suonare, possiede una personalità timbrica riconoscibile e, soprattutto, può offrire risultati sorprendentemente convincenti quando viene ripresa con un microfono.
Ha ovviamente qualche limite: pecca un po’ di rotondità e complessità armonica, l’elettronica è essenziale e le corde originali, a mio giudizio, non ne esprimono completamente le potenzialità. Ma a un prezzo di circa 159 euro è difficile non riconoscerne l’eccezionale rapporto qualità-prezzo.
La consiglierei a un principiante? Certamente.
La utilizzerei anche in un contesto professionale? Sì, soprattutto per serate nei pub o in contesti più rilassati.
Con gli anni ho imparato che giudicare uno strumento musicale esclusivamente dal prezzo è un grosso errore. Ogni strumento, e ogni chitarra, può dire la sua e avere il suo impiego.
Voto finale
8/10
Prezzo da amatore, anima da professionista.
Consigli finali
Per il cambio corde vi suggerisco senza alcun dubbio Elixir Nanoweb Light Phosphor Bronze 012 o D’Addario XSAPB1253. Lo strumento monta di serie le Harley Benton HQS WE 12-53 PB Coated che, a mio giudizio, non rendono pienamente giustizia alle sue potenzialità sonore.
Se voleste apportare delle migliorie all’elettronica, vi consiglio di installare questo sistema poco invasivo, che potrebbe darvi la possibilità di avere una doppia uscita. Si chiama Audiomaster ed è stato brevettato e costruito in Italia.
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